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Il recupero dei materiali da demolizione perché tornino ad essere come la materia prima

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Il recupero dei materiali da demolizione perché tornino ad essere come la materia prima

I rifiuti da demolizione, se correttamente separati, possono diventare un ottimo materiale per l’impiego in sottofondi stradali, ma si può fare anche di più: se trattati in modo opportuno, possono diventare addirittura uguali alla materia prima d’origine.

 
I rifiuti da demolizione sono regolamentari dalla norma UNI 10006, che stabilisce come gli aggregati provenienti dal riciclaggio degli scarti delle attività di costruzione e demolizione possono essere considerati equivalenti alla terre di origine naturale, a patto che soddisfino prescrizioni integrative diverse a seconda del materiale da ottenere. Perché un materiale da demolizione sia pienamente riciclabile, infatti, non è sufficiente ottenere materiale riciclato conforme alle normative, ma bisogna fare dei passi in più.
 
Seguendo quanto prescritto dalla normativa e dalla stessa UNI 10006, infatti, si ottiene una “materia prima secondaria” formata da materiale etorogeneo e con una granulometria tale da essere ottimale per l’utilizzo in sottofondi stradali. Per raggiungere la soluzione ottimale e una vera possibilità di riciclo, però, è necessario che la materia recuperata abbia caratteristiche molto simili a quella primaria di riferimento: un processo virtuoso che parte già in cantiere, grazie ad una corretta separazione dei materiali demoliti, e prosegue con macchinari specializzati e processi particolari che macinano il materiale per ridurre le dimensioni dei granuli, prima di procedere alla separazione della frazione metallica e degli elementi indesiderati, da conferire in discarica.
 

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