Storia delle demolizioni

Genova, il cambiamento di una città. Le demolizioni a S.Benigno.

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Genova, il cambiamento di una città. Le demolizioni a S.Benigno.

Molti edifici storici hanno pagato dazio, scomparendo di fronte al progresso. Genova negli anni è mutata in maniera radicale, ingrandendosi esponenzialmente e sacrificando parte del suo bellissimo patrimonio all’espansionismo cittadino.

Genova_Abbazia_San_Benigno

L'antica abbazia di San Benigno

Nel XII secolo venne costruita una chiesa dedicata a S.Paolo sulla collina di S.Benigno. Con l’insediamento dei monaci provenienti dall’abbazia di Fruttuaria di S. Benigno Canavese, e il generoso aiuto di famiglie del posto, la chiesa si trasformò prima in monastero e poi, il secolo seguente, in abbazia.
Dopo alterni periodi di splendore e miseria, la struttura tornò fiorente attorno alla fine del 1500, grazie alle famose opere di artisti molto noti ai tempi come Lazzaro Tavarone, pittore genovese specializzato in affreschi.
 
Nel 1633 il complesso venne inglobato nelle “mura nuove”. L’inizio della fine. Nel 1798 i monaci – a causa delle leggi di soppressione della religione emanate dalla repubblica ligure – abbandonarono l’abbazia. La chiesa fu sconsacrata l’anno seguente e rapidamente trasformata in un deposito di munizioni. Pochi anni dopo venne svuotata e i suoi innumerevoli cimeli sparsi o razziati. Nel 1818 sui ruderi dell’edificio vennero piazzate delle bocche da fuoco, a difesa della città.
 
L’evento che segnò la fine dell’abbazia furono i “moti genovesi” avvenuti tra il 5 e l’11 aprile del 1849. L’indipendenza proclamata dalla città sfociò in un violento bombardamento inglese – da mare – e nella rappresaglia del governo sabaudo. I cannoni eretti al posto dell’abbazia vennero rivolti contro gli stessi cittadini, compiendo una vera e propria strage. 450 morti, edifici crollati o in fiamme e la razzia finale operata dall’esercito reale, con episodi di brutale violenza.
 
San Benigno oggi

Panoramica di Genova

Questi eventi portarono – su suggerimento del generale La Marmora, lo stesso che aveva dato il via alle trentasei ore di bombardamenti ininterrotti – alla demolizione completa dell’edificio, sostituendolo con la costruzione di due caserme, come monito per prevenire eventuali future idee di rivolta. Le “Caserme S.Benigno” – inferiore e superiore – troneggiarono con le loro mura rosse sulla città, tormentandola con lcontinue esercitazioni. Nel 1925, a seguito dell’approvazione del progetto della “Grande Genova” venne decretata la demolizione dei due edifici per favorire l’espansione cittadina a ponente e lo sbancamento del colle. I lavori iniziarono dopo una sontuosa cerimonia nel 1930, ma la struttura venne ancora utilizzata come contraerea nella seconda guerra mondiale. Il progetto di sbancamento completo di S.Benigno si protrasse fino agli anni ’70, trasformando la zona in uno dei nodi viari principali della città. Proprio lì sorge al 1992 la San Benigno Torre Nord – che i genovesi chiamano “matitone” – attualmente l’edificio più alto della città coi suoi 102 metri.
 
Con le demolizioni di S.Benigno Genova ha cancellato una parte importante del suo passato. Una storica abbazia con oltre sette secoli di vita, due imponenti caserme e un colle che sovrastava la città. Il prezzo del progresso. Forse un prezzo troppo caro.
 

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