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Chiusa con l’abbattimento di un ecomostro la “Settimana della bellezza” di Legambiente

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Chiusa con l’abbattimento di un ecomostro la “Settimana della bellezza” di Legambiente

Dal 5 al 12 aprile 2014 Legambiente ha promosso la Settimana della Bellezza. La degna conclusione della manifestazione è stato l’abbattimento dell’Ecomostro di Ostuni.

 

Dopo un contenzioso durato quasi trent’anni, a Ostuni hanno messo la parola fine sull’orrendo scheletro di cemento che sorgeva a picco sulla scogliera di Villanova (Br). La costruzione era stata iniziata a metà anni ’80, senza alcuna autorizzazione, e sorgeva in una zona di vincolo paesaggistico. Nonostante ciò, ci sono voluti tre decenni – e svariati gradi di giudizio – per abbatterla definitivamente.
 

ecomostro ostuni

L'ecomostro di Ostuni prima dell'abbattimento

«L’abbattimento degli immobili fuorilegge, quindi il ripristino della legalità, è il miglior deterrente al nuovo abusivismo - dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente PugliaLa demolizione dell’ecomostro di Villanova è l’ulteriore conferma delle buone politiche di tutela e valorizzazione del territorio promosse in questi anni dal Comune di Ostuni, più volte premiato da Legambiente».
 

Il progetto di demolizione è stato realizzato con l’aiuto della Regione Puglia, guidata da Nichi Vendola, che ha finanziato il 50% dei 160.000 euro necessari al completamento dei lavori. Purtroppo, quella di Ostuni, è solo una goccia in mezzo al mare, se è vero che la Regione ha dato ampia disponibilità a favorire progetti di questo tipo, ricevendo però solo due richieste in tutto il territorio. La situazione resta allarmante, secondo le parole di Tarantini.
 

«I dati del dossier sull’abusivismo edilizio – continua Tarantini – confermano la Puglia quale terra di conquista per il cemento illegale. Nella nostra regione il Gargano e il Salento restano i territori più colpiti dalla piaga del cemento illegale e sono pochissime le ordinanze di demolizione che vengono eseguite, solo il 5%. Invitiamo i sindaci a seguire l’esempio di Ostuni affinché si proceda all’abbattimento di tutti quegli immobili fuorilegge, talvolta desolanti scheletri in cemento, che da decenni sfregiano il paesaggio pugliese».
 

Secondo i dati presentati da Tarantini durante il convegno “L’abusivismo edilizio in Puglia, fotografia di uno scempio”, nella regione l’abusivismo accertato sul demanio marittimo sarebbe il 15% del totale nazionale, un dato che fa rabbrividire.
 

A Ostuni si è fatto un passo in avanti. Attendiamo con fiducia il prossimo, magari a Palagiano (Ta), dove l’ordine di demolizione è datato addirittura 1989.
 

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