Storia delle demolizioni

Musica e demolizioni. Nella città di Londra le ruspe non si fermano più

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Musica e demolizioni. Nella città di Londra le ruspe non si fermano più

A Londra le ruspe non sembrano fermarsi, senza rispettare alcuni dei templi storici della musica. Cosa succede nella capitale inglese?

La prima volta che ci siamo occupati del connubio tra Londra, musica e demolizioni è stato verso la fine del 2013. Si parlava di Earls Court, storico tempio della musica londinese, che stava andando mestamente incontro a un triste destino fatto di ruspe e wrecking ball.
 

A più di un anno di distanza – precisamente il 13 dicembre 2014 – il sipario è calato definitivamente, in barba a tutte le proteste e le petizioni on line. Il live dei Bombay Bicycle Club – con apparizione a sorpresa di David Gilmore, storico chitarrista e cantante dei Pink Floyd – ha chiuso definitivamente la storia di uno degli spazi più importanti della Londra del ventesimo secolo.
 

Denmark street negozio
 

Proprio mentre Earls Court esalava l’ultimo respiro, un’altra zona storica della musica londinese è finita sotto attacco: Denmark Street, meglio nota come la “via della musica”, sede principale di quasi tutti gli editori musicali fino agli anni sessanta. In uno studio di registrazione di Denmark Street hanno inciso i Rolling Stones, Jimi Hendrix e tantissime altre stelle, che poi andavano a passare il tempo nello storico Gioconda Café. I motivi dell’ennesimo assalto ai luoghi storici della City sono sempre quello: riqualificazione urbana, nuovi spazi commerciali, nuovi uffici…
 

Ad alzare la voce contro questo ennesimo scempio – uno fra 17000 – è stato Pete Townshend, il chitarrista degli Who, che in una lettera aperta ha dichiarato:
 
“Denmark Street è un pezzo straordinario della musica rock.”
 

Townshend ha anche proposto la zona come “territorio da proteggere” per l’importanza rivestita nell’ambito della storia musicale. Basterà questo per fermare le ruspe e il progresso?
Di seguito riportiamo integralmente le parole del chitarrista.
 

Pete Townshend
 

“I understand the need for progress and change. Crossrail is vitally important to London’s prosperity, and I support it despite the chaos it’s brought to London traffic, especially around Soho. Eventually we hope it will reduce traffic as more people use the train.
But to use this essential rail service as an excuse to change the funky and hearty face of the Soho streets is wrong.
The developers say they are not demolishing Denmark Street, but it seems the street is being redeveloped. Shop space is being vastly reduced, and the rents will surely go up. I’d hate to think Denmark St – London’s Tin Pan Alley – might be lost to redevelopment. These unique music shops could be priced out of existence in the wake of Crossrail.
In the sixties I bought fuzz boxes and strings for my guitars from Macari’s guitar shop in Denmark Street. The Who did a backing vocal rehearsal with Shel Talmy in Denmark Street at Regent Sounds in 1964. I used to shop at the Drum Store when living in nearby Wardour Street, Soho.
Boris Johnson and Camden Council please make Denmark Street a Heritage Zone. Otherwise a massive chunk of rock music history will be lost forever.
Progress is important, but so are the local landmarks of our great city.”

 
Pete Townshend
 

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