Abusivismo edilizio

Lido delle Sirene. Una guerra lunga otto anni tra il Comune e il “re della pasta”.

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Lido delle Sirene. Una guerra lunga otto anni tra il Comune e il “re della pasta”.

Il posto VIP per eccellenza a Pescara è in lotta da anni contro il Comune a causa di una condanna per abusivismo edilizio.

La guerra tra il Comune di Pescara e Filippo Antonio De Cecco sembra non essersi ancora conclusa. Entrambe le parti hanno registrato qualche battaglia vittoriosa, ma da otto anni ci si attacca, senza esclusione di colpi, con denunce, ricorsi, controricorsi e istanze di demolizione.
 

Se il cognome De Cecco vi solletica la memoria, beh, avete colto in pieno. È “quel” De Cecco, presidente del terzo gruppo mondiale di produzione di pasta essiccata e proprietario del Lido delle Sirene – Cafè Le pailottes sulla costa Adriatica.
 

La lotta con in Comune è iniziata nel lontano 2007. De Cecco – tra il 2002 e il 2006 – ha svolto numerosi lavori e ampliamenti ma, secondo il Comune, senza richiederne i necessari permessi. Il 17 dicembre 2007 il Lido delle Sirene fu posto sotto sequestro perchè, secondo l’accusa, si erano sfruttato dei semplici permessi per manutenzioni ed eliminazione delle barriere architettoniche per ampliare abusivamente il locale, violando il Prg.
 

Lido delle Sirene
 

La condanna del Tribunale di Pescara avvenì nel 2011 e fu confermata dalla Corte d’Appello dell’Aquila nel 2012. Un anno dopo De Cecco si rivolse alla Cassazione, vedendo rigettato il ricorso.
Pochi giorni fa il progetto esecutivo per la demolizione è stato depositato presso il Tribunale di Pescara, anche se ci sono ancora due ricorsi pendenti presso il Tar dell’Aquila. Entro poche settimane il pm Anna Rita Mantini rivolgerà un invito alla proprietà per l’effettuazione delle demolizioni e, se non ottenesse risposta, potrebbe ordinarne l’esecuzione in danno.
 

La risposta a questa tetra prospettiva è stata fatta tramita un duro comunicato, emesso dalla proprietà del Lido delle Sirene.
“Mentre il Tribunale di Pescara ha avviato un procedimento per stabilire i modi e i limiti tecnici della rimozione di alcuni manufatti del Lido delle Sirene, la Procura ne ha ordinato la demolizione. C’è un Pubblico Ministero che scavalca il giudice? Sarebbe una vera anomalia!
Proprio ieri il TAR Abruzzo ha imposto uno stop al Comune di Pescara, sospendendo una analoga ingiunzione a demolire, in attesa della pronuncia del giudice penale. Forse, però, quello della procura è un atto conseguente all’iniziativa di un burocrate disattento. A questo punto è comunque necessario fare chiarezza. Gli interventi di ripristino ed eliminazione delle difformità (e non demolizioni) non riguardano in alcun modo il fabbricato originario storico costruito negli anni ’50 e ritenuto perfettamente legittimo dalla stessa Suprema Corte nel 2008; tali interventi, se e quando effettuati sulla base di ordinanze correttamente emesse, riguarderanno solo le opere realizzate in aggiunta al fabbricato originario, dal 2001 al 2006, che peraltro sono state realizzate con regolari permessi di costruire.

 

Lido delle Sirene Pescara
 

Il Lido dalle Sirene – come ben ricordato nel comunicato – ha un fatturato di oltre 3 milioni annui, dando lavoro a trenta persone nel periodo invernale e oltre cento nel periodo estivo.
La fine della guerra sembra ancora lontana, e non si vede all’orizzonte nessun tentativo di armistizio.
 

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