Ecomostri italiani

Ecomostri e rischio idrogeologico, dieci milioni di euro per le demolizioni

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Ecomostri e rischio idrogeologico, dieci milioni di euro per le demolizioni

Interessanti dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – riprese da Vicenza Today – allo scorso meeting di CL.
Interrogato sul tema “ecomostri e rischio idrogeologico” ha dichiarato che ci sono dieci milioni di euro per effettuare delle demolizioni, un fondo speciale che verrà in aiuto ai sindaci volenterosi.
 

I fondi a cui fa riferimento Galletti sono quelli che erano stati messi a disposizione sin dal 2013, quando ancora il Ministro dell’Ambiente in carica era Andrea Orlando.
 

Quel fondo è stato messo a disposizione dei comuni per accedervi con l’impegno di restituire i soldi dopo aver esercitato la rivalsa nei confronti di chi ha costruito abusivamente l’immobile” dichiarò Orlando nel 2013.
 

Secondo le leggi vigenti, i comuni hanno l’obbligo d effettuare i lavori al posto del soggetto inadempiente e poi, in seconda battuta, rivalersi sullo stesso. Purtroppo però i fondi per effettuare la demolizione non sono presenti nelle esigue casse delle amministrazioni comunali.
Grazie a questi dieci milioni fi euro – inseriti nella legge di stabilità 2014, attualmente all’esame del Senato – si potrebbero aprire già dall’anno prossimo nuovi cantieri.
 

Attualmente oltre sei milioni di italiani vivono in uno degli oltre seimila comuni siti in aree a rischio idrogeologico. Nell’elenco degli edifici da abbattere, tra gli altri, ci sono il tribunale di Borgo Berga di Vicenza, un centro commerciale a Chieti – a soli 150 metri dall’argine del fiume Pescara – l’area artigianale di Genova e il deposito di materiali radioattivi di Saluggia (Vercelli).
 

tribunale borgo berga

A Vicenza il rischio idrico è molto alto, soprattutto nella zona del tribunale di Borgo Berga

Proprio il Tribunale di Borgo Berga è al centro da mesi di una furiosa polemica, con vivaci proteste di Legambiente, che ha definito la costruzione “un pericolo per la città.” Secondo il presidente Battagin “il complesso non rispetta le più elementari norme di sicurezza idrogeologica. Il consumo del suolo è a livelli inaccettabili e la capacità di drenaggio del suolo notevolmente diminuita. E questo non lo dice Legambiente, ma i dati Arpa e Ispra.”
 

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