Demolizioni civili

Diana de Silva. Iniziata lo scorso agosto la demolizione, sorgerà il teatRho.

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Diana de Silva. Iniziata lo scorso agosto la demolizione, sorgerà il teatRho.

Sono partiti da poco più di un mese i lavori di demolizione l’ex area nel comune milanese.
Questo progetto permetterà il recupero di un’area molto estesa, di proprietà della Bracco Real Estate.
 

I cittadini di Rho potranno beneficiare di questi lavori perché una parte di quest’area verrà donata al Comune, che la utilizzerà per costruire un nuovo grande cinema teatro, meglio noto come teatRho. Il progetto del teatro – che verrà realizzato dalla stessa Bracco R.E. – è stato fatto in condivisione con alcuni dei migliori studi della città, che hanno partorito una struttura in grado di accogliere agevolmente una platea variabile tra i 150 e gli 700 posti a sedere, studiata per massimizzare l’efficienza energetica.
Il progetto del teatRho verrà consegnato chiavi in mano al Comune di Rho nel 2018, costruito interamente a spese della Bracco R.E.
I lavori di demolizione dureranno per circa sei mesi e si concluderanno all’inizio del 2016.
 


 

Giustamente soddisfatto il sindaco Pietro Romano.
 
“La realizzazione del nuovo cinema-teatro nell’area Diana de Silva era un punto fondamentale del mio programma amministrativa. Un’opera fortemente voluta dalla città che ha visto chiudere, nel corso degli anni, tutti i cinema. Sono convinto che la nostra Città meriti un’opera ambiziosa ed importante come quella che stiamo realizzando. Rho ha un’incredibile vivacità culturale ed era nostro compito creare una struttura adeguata ad ospitare ogni tipo di spettacolo.”
 

Nell’ex area sorgeranno, oltre al cinema-teatro, anche edifici residenziali e altri edifici dedicati al settore terziario, per uno sviluppo complessivo di oltre 13.000 metri di SLP.
Il nuovo teatro sorgerà in una zona centrale, aiutando l’opera di riqualificazione del centro storico cittadino.
Nonostante la bellezza di un progetto innovativo le opposizioni hanno lamentato l’eccessiva dimensione della struttura, definendola una “cattedrale nel deserto” e sottolineando la mancanza di parcheggi in zona.
 

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