Demolizioni sostenibili: un caso che ha fatto storia

Demolizioni sostenibili: un caso che ha fatto storia

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Demolizioni sostenibili: un caso che ha fatto storia

Produzione di energia elettrica dalla demolizione del Grand Prince Hotel Akasaka in Giappone.

Sono passati alcuni anni dalla maxi demolizione del Grand Prince Hotel Akasaka in Giappone ad opera della società Taisei Corporation, ma ancora oggi il sistema utilizzato e gli sviluppi che l’impresa ha avuto non sono ancora stati eguagliati. Si è trattato del progetto di demolizione dell’edificio più alto nella storia del Giappone, che ha superato il precedente record della demolizione nel 2007 del Sofitel Tokyo (alto 110 metri).

Tecorep (Ecological Reproduction System) è il nome del sistema di demolizione utilizzato nel 2013 per abbattere il Grand Prince Hotel Akasaka, un grattacielo alto 140 metri progettato da Kenzo Tange 30 anni fa e considerato talmente obsoleto se confrontato agli standard raggiunti dagli altri edifici, da deciderne la demolizione contro ogni ipotesi di restauro.

Il Tecorep è considerato un sistema innovativo perché in grado non solo di evitare la produzione di polveri durante la demolizione, ma anche di produrre energia elettrica da usare nei lavori.

Che cosa ha reso il sistema Tecorep così innovativo rispetto alle procedure comunemente impiegate? Non si tratta solo della possibilità di produrre energia elettrica dalle operazioni di abbattimento e di reimpiegarla nelle stesse, quanto di tutta una serie di accorgimenti che lo rendono sicuro, soprattutto per gli edifici di notevoli altezze, e concretamente sostenibile.

Il principio di funzionamento Tecorep è basato sull’utilizzo di un sistema particolare di gru. All’esterno dell’edificio sono sospesi dei ponteggi sui quali è stato possibile installare pannelli fonoassorbenti ed è stata poi posta una copertura sulla sommità per impedire alle polveri di fuoriuscire. Le 1500 tonnellate di ponteggi e il tetto temporaneo sono sostenuti da 15 pilastri di 20 m di lunghezza.

Iniziando dal piano più alto, si asporta scendendo ciascun elemento che compone l’edificio senza tralasciare nulla. Si rimuove innanzitutto il pavimento, e poi gli elementi strutturali con l’impiego di una gru interna che nello spostamento verso il basso produce energia elettrica impiegata nelle stesse operazioni di demolizione. L’ultimo elemento a essere rimosso è il tetto e quindi il risultato è che non ci si accorge della demolizione poiché l’edificio si abbassa man mano che si procede in altezza ma senza modificarne l’aspetto esterno.



I risultati sorprendenti riguardano soprattutto la sostenibilità dell’intervento: secondo il capo progetto della società giapponese Taisei Corporation si sono ridotte le emissioni nocive di ben l’85%: si riduce il rumore a 15 decibel e si eliminano in maniera completa le polveri. Un altro aspetto importante è la possibilità offerta dal sistema di lavorare in qualsiasi condizione atmosferica poiché i lavori sono svolti all’interno e non all’esterno.

I tecnici della Taisei hanno esposto il funzionamento ed evidenziato le potenzialità di questa nuova tecnologia del settore durante il congresso CTBUH – il Council on Tall Buildings and Urban Habitat. In termini di tempi e di costi, il sistema Tecorep sembra essere particolarmente conveniente nel caso di edifici con oltre 100 m di altezza.

Dalla demolizione del Grand Prince Hotel Akasaka sta per essere ultimato il nuovo progetto che prevede un hotel integrato con uffici alto circa 180 m con affiancato un edificio residenziale alto circa 90 metri.

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