Abusivismo, Istat: al Sud è illegale il 40% delle costruzioni realizzate nel 2014

Abusivismo, Istat: al Sud è illegale il 40% delle costruzioni realizzate nel 2014

0
Abusivismo, Istat: al Sud è illegale il 40% delle costruzioni realizzate nel 2014

È uno dei dati più clamorosi rilevati dall’Istat. Nel 2014 ogni 100 costruzioni autorizzate ne sono state realizzate 17,6 abusive in tutta Italia. Di queste, più di 40 nel Mezzogiorno. A rilevarlo è il terzo Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes), lo studio che indaga i principali fenomeni sociali, economici e ambientali degli anni recenti, partendo dagli aspetti che concorrono alla qualità della vita dei cittadini e analizzando 130 indicatori.

 

Secondo Ermete Realacci – ambientalista e politico italiano, presidente onorario di Legambiente e presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera -: «la forma di prevenzione più efficace del fenomeno è la demolizione». Mentre secondo il Cnappc: «l’antidoto è la rigenerazione urbana».

 

L’abusivismo edilizio. Perdurano forti disuguaglianze regionali nella tutela dei beni comuni, e in particolare del territorio. Secondo l’Istat un altro effetto della crisi è la sopravvivenza dell’abusivismo edilizio, in proporzioni senza riscontro nelle altre economie avanzate.
Nel 2014, in un contesto fortemente recessivo per il comparto dell’edilizia residenziale, il numero delle nuove costruzioni abusive è salito, rispetto all’anno precedente, da 15,2 a 17,6 ogni 100 autorizzate, con punte di oltre 40 nel Mezzogiorno. Tale aumento – spiega l’Istat – si deve, più che a una recrudescenza del fenomeno, al diverso impatto della crisi economica sulla componente legale e su quella illegale della produzione edilizia. A partire dal 2008 entrambe sono state costantemente in calo, ma il flusso annuo della produzione legale si è ridotto di oltre il 60%, mentre quello della produzione illegale di meno del 30%.

 

I commenti «Estremamente preoccupanti i dati diffusi dall’Istat sull’abusivismo edilizio, in particolare al Sud, dove ogni 100 costruzioni autorizzate ce ne sono 40 abusive». Così Ermete Realacci, che aggiunge: «Oltre ad essere una piaga che fa scempio del nostro territorio, l’abusivismo significa anche minore sicurezza per i cittadini ed economia in nero. Come se non bastasse l’abusivismo edilizio si incrocia con il ciclo del cemento illegale e con la malavita organizzata. Secondo il Rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente i reati legati al ciclo del cemento nel 2014 sono stati 5.750, con un incremento del 4,3% sull’anno precedente. Una piaga che si nutre di impunità e che continuerà ad essere forte finché ci sarà presunzione di impunità, contro cui è doveroso tenere alta la guardia».
Una serie di scandali Secondo Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori e Conservatori: «Il primo scandalo è quello dei cosiddetti membri della “società civile”, che praticano l’illegalità. Il secondo scandalo è quello professato dai rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni e delle comunità, che non vedono e non vogliono vedere sorgere costruzioni e cantieri non autorizzati. Il terzo è rappresentato dal fatto che, mentre gli abusivisti consumano suolo, energia e habitat, non si voglia comprendere che solo un serio progetto di rigenerazione delle città e di vera semplificazione burocratica, accompagnato da severi controlli e sanzioni, può debellare questo cancro che distrugge il Bel Paese. Gli architetti italiani», ha aggiunto «chiedono al Presidente Renzi di mettere in atto – con urgenza e con la stessa capacità decisionale che in questi due anni ha contraddistinto l’attività del Governo – misure concrete per realizzare una seria politica di rigenerazione urbana sostenibile. La strada da percorrere è quella di riscrivere il Testo Unico dell’Edilizia, che ci tolga dal 112° posto delle classifiche mondiali sull’ottenimento dei permessi, in modo da debellare l’ottusa burocrazia e promuovere, invece, investimenti sulla qualità dei progetti; di dotare il Paese di una legge nazionale di governo del territorio capace di disegnare il futuro, mettendo in relazione i rischi sismici e idrogeologici, la carta dell’abusivismo, il sistema infrastrutturale e quello ecologico».

 

«L’abusivismo» ha concluso Freyrie «si batte rendendo possibile ai cittadini onesti di avere case migliori in città più belle, senza dover aspettare anni per ottenere un permesso; si batte anche punendo i disonesti, abbattendogli abusi, allontanando dalla PA i controllori che non controllano».

Hai trovato interessante questo articolo? Condividilo!

Lascia un commento