Origini, storia, evoluzione tecnologica delle demolizioni: le prime grandi opere di demolizione

Origini, storia, evoluzione tecnologica delle demolizioni: le prime grandi opere di demolizione

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Origini, storia, evoluzione tecnologica delle demolizioni: le prime grandi opere di demolizione

Le prime grandi opere di demolizione di cui si ha traccia documentata risalgono al 1330, anno in cui, per far spazio alla Piazza del Duomo di Milano, furono demolite numerose abitazioni risalenti al Medio Evo.
 
Dalle testimonianze degli archivi storici pare che questa estesa demolizione abbia reso la futura Piazza del Duomo simile a molte altre zone di Milano dopo i bombardamenti del 1943.
 
Uno dei primi esempi di demolizione di grande portata dell’età moderna fu quella dei borghi di Castel S. Angelo commissionata dal regime fascista e finalizzata alla creazione di «un ingresso al maggior tempio della cristianità degno dell’Urbe», che divenne poi su progetto degli architetti Piacentini e Spaccarelli, via della Conciliazione.
 
Significativa fu la cerimonia di inaugurazione per l’inizio dei lavori, a cui partecipò Benito Mussolini, che sferrò il primo colpo con un robusto piccone, segno che ai tempi gli strumenti per la demolizione non erano altro che banalissimi attrezzi manuali presi in prestito da altre attività come quella di scavo.
 
I lavori, iniziati il 28 ottobre 1936, terminarono l’8 Ottobre 1937. Si stima che un totale di 600.000 metri cubi di edifici furono demoliti in un anno di lavoro.

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