Il maso sostenibile in Alto Adige: dettagli del progetto

Il maso sostenibile in Alto Adige: dettagli del progetto

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Il maso sostenibile in Alto Adige: dettagli del progetto

Progettare un edificio in grado di ospitare le attività della fondazione di ricerca da cui prende il nome. Questo l’obiettivo del progetto di costruzione del maso situato su un declivio di una montagna nel comune di Laives, vicino a Bolzano.

Una spettacolare vista panoramica e l’intento di preservare l’ambiente andando planimetricamente a insistere sulla stessa impronta degli edifici una volta esistenti ed oggi demoliti. La costruzione si articola in due corpi di fabbrica: l’edificio fondazione e un piccolo edificio adiacente a uso residenziale.

L’edificio fondazione è composto da tre volumi:

  • un volume trasparente in vetro ed acciaio ospita le attività di ricerca
  • un volume in legno adibito a refettorio
  • il corpo inferiore, su cui questi volumi poggiano, che ospita spazi ricettivi per sostenere le attività della fondazione ed una cantina vinicola.

Il progetto vuole esprimere la tensione generata dal rapporto visivo tra gli spazi interni e l’ambiente esterno, tra le tradizioni del luogo e l’innovazione tecnologica, tra lo spazio per lavorare e quello per vivere. Un edificio creato per proteggere i suoi ospiti dalle particolari condizioni climatiche, ma allo stesso tempo per godere dei vantaggi creati dall’ambiente circostante e dai meravigliosi panorami.

L’edificio più grande (1450 mq di superficie) insiste sull’impronta dei fabbricati esistenti e si sviluppa su tre livelli. Posto al piano intermedio, l’ingresso principale introduce la prima area residenziale composta da otto camere dotate di bagno privato, affacciate verso la valle lungo i fronti esposti a sud e a nord. Una scalinata centrale conduce al piano sottostante che ospita due camere con bagno e due miniappartamenti, e al livello superiore, dove attraverso un disimpegno si entra in un ampio soggiorno comune in open space, attrezzato per le attività conviviali (refettorio con cucina aperta) e comunicante con un’estesa terrazza. Dal disimpegno si accede anche al giardino d’inverno. La struttura trasparente è anche accessibile dall’esterno, attraverso una seconda terrazza che funge da copertura al locale sottostante, attrezzato come cantina vitivinicola.

Edificio residenziale

Gli spazi tecnici sono ubicati fra l’edificio principale e il versante della montagna, disposti su 2 livelli e accessibili attraverso una scala dedicata. Il complesso comprende anche un edificio residenziale su due livelli, destinato alla famiglia capostipite proprietaria del maso, situato pochi metri più a nord.

Il disegno contemporaneo della composizione è risultato di un’interessante reinterpretazione delle modalità d’uso dei materiali costruttivi tipici della tradizione locale, che culmina nelle articolate geometrie dell’ambiente collettivo e del giardino d’inverno, affiancati all’ultimo livello.
Questi complessi volumi emergono rispetto al massiccio basamento destinato alle funzioni residenziali, sorretto da una fondazione a platea in calcestruzzo armato sulla quale si eleva una struttura portante in pannelli multistrato di legno d’abete, prodotti secondo modalità messe a punto in secoli di esperienza dai taglialegna alpini.

Sistemi meccanici. L’assemblaggio dei pannelli destinati alla realizzazione delle strutture verticali e dei solai avviene con semplici sistemi meccanici, mediante pioli infissi trasversalmente negli strati alternati di moduli(spessore fino a 320 mm), senza ricorso a collanti e con connessioni a incastro, evitando per quanto possibile l’uso di elementi metallici di fissaggio.


Questo sistema costruttivo, che restituisce un prodotto dalle elevate caratteristiche di stabilità, ha permesso di mantenere a vista le superfici dei pannelli di partizione verticale in buona parte degli spazi interni all’edificio, interamente pavimentati con listoni e dotati di serramenti in legno ad alte prestazioni.
Nei livelli inferiori dell’edificio l’involucro esterno è rivestito da ampie superfici e fasce in blocchetti di porfido, realizzate con pietrame di piccolo taglio, agganciate all’intelaiatura portante lignea grazie a sottostrutture metalliche: le altre superfici sono rivestite con intonaco di calce naturale.

Pannelli multistrato. L’ultimo piano è invece sostenuto da uno scheletro portante in acciaio rivestito con pannelli multistrato in legno, protetti da uno strato esterno in scandole di larice spesse 40 mm.
I serramenti dello spazio collettivo sono dotati di persiane con funzione frangisole, con apertura a libro azionata mediante un sistema automatico di impacchettamento laterale. L’altro volume sommitale, anch’esso aggettante rispetto all’edificio sottostante, si distingue per la sua chiara destinazione a giardino d’inverno: è formato da profili freddi con vetrata singola, sostenuti da una struttura in acciaio. Nella falda trasparente principale sono presenti 4 finestre a tetto per la ventilazione estiva.

Parte del materiale utilizzato è stato recuperato dalla demolizione degli edifici esistenti mentre altri materiali seguono volutamente le tradizioni locali, come le scandole di larice tagliato a mano o l’intonaco esterno a calce ed i ricorsi in porfido che ricordano i vecchi edifici di montagna. I materiali diventano un elemento di dialogo con la storia e la cultura dei luoghi.
Innovative sono le soluzioni tecnologiche adottate: la struttura della parte inferiore dell’edificio fondazione è realizzata in pannelli strutturali in legno con tecnologia Thoma mentre il volume superiore in legno ospita un sofisticato sistema di movimentazione di apertura dei pannelli oscuranti.

L’edificio è classificato in Casaclima A con la particolarità di non avere alcun impianto di ventilazione controllata interna, impianto sostituito dalla possibilità di usare l’aria calda generata nel volume in vetro con funzione di buffer zone. Una grande cisterna di 25mila l, isolata termicamente, è in grado, tramite un impianto solare termico ed una caldaia a biomassa, di ospitare acqua necessaria al riscaldamento radiante in tutto il complesso.

Climatizzazione. Progettato dal Thomas Dissertori, l’impianto di climatizzazione è basato sull’uso esclusivo della legna da ardere, la principale risorsa rinnovabile locale, e dell’energia solare. La caldaia, del tipo a combustione inversa a tiraggio forzato per aspirazione (30 kW), sfrutta il processo di gassificazione della biomassa (pirolisi). Precedentemente essiccata all’aperto, la legna inserita nella caldaia subisce un primo processo di degradazione termica e combustione anaerobica, che ne estrae gas combustibile. Miscelato con l’aria, il gas brucia a una temperatura notevolmente superiore rispetto a quella della semplice combustione aerobica del legname, alimentando anche il processo di pirolisi.
Questo sistema assicura una migliore combustione della biomassa, l’aumento dell’efficienza del generatore di calore e una sostanzialeriduzione delle emissioni di Co2 e di altri composti inquinanti (polveri, sostanze organiche volatili, ossidi di azoto e di zolfo).

La captazione dell’energia solare è affidata a 2 distinti campi di collettori termici, entrambi ampi 24 mq e situati sul pendio antistante l’edificio principale e sulla copertura della residenza dei proprietari, che presentano inclinazioni differenti rispetto all’orizzontale, rispettivamente di 60° e 10°.
Nel primo caso le superfici sono ottimizzate per la produzione di acqua calda in inverno, funzionale anche a prevenire la drastica riduzione della temperatura negli ambienti quando non sono utilizzati, mentre l’inclinazione del secondo campo è ideale per massimizzare la produzione di acqua calda in estate.
Per le loro caratteristiche, la caldaia e i collettori solari necessitano di un sistema di accumulo di volume notevole, in grado di immagazzinare il calore a lungo termine e di svolgere un ruolo di ‘buffer’ anche nei confronti dell’intero complesso. Gli accumuli costituiscono perciò il ‘cuore’ dell’impianto di riscaldamento.

Si tratta di 2 distinti serbatoi inerziali a stratificazione, utilizzati per il riscaldamento degli ambienti (25mila litri) e per la produzione istantanea di acqua calda sanitaria (2mila litri).
La grande capacita di stoccaggio consente di:

  • posticipare l’accensione della caldaia, in caso di un temperature autunnali miti;
  • evitare il surriscaldamento dell’impianto solare termico, in caso di ridotto consumo di acqua calda nei mesi estivi.

Il riscaldamento degli ambienti è affidato a superfici radianti a pavimento e a parete, estesi a tutto il volume riscaldato. È inoltre prevista l’installazione di una stufa in maiolica negli spazi collettivi all’ultimo livello, come riserva.
L’impianto idraulico convoglia le acque reflue in una fossa imhoff.

(Fonte: www.impresedilinews.it)







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