Demolizioni speciali

Silverdome, lo stadio che non voleva crollare

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Silverdome, lo stadio che non voleva crollare

“The Silverdome was “built a little too well.”

Tra il serio e il faceto, questo è uno dei commenti che resterà nella storia il giorno della demolizione del Silverdome, impianto di Pontiac (Michigan) che è stato protagonista di tutti i principali eventi dello stato.

Il Silverdome fu edificato nel lontano 1975 e divenne da subito la casa dei Detroit Lions. Fu uno dei primi “dome” ad avere la copertura e costò ai tempi oltre cinquanta milioni di dollari. In quasi quarant’anni di vita ha ospitato le gare interne dei Lions (fino al 2002), quelle dei Detroit Pistons della NBA (fino al 1988) più alcuni dei principali eventi della zona, non ultima la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1987, anno in cui fu palcoscenico della terza Wrestlemania della WWE.
Dotato di erba sintetica, venne ricoperto di erba naturale nel 1994 per ospitare i Mondiali di calcio.

Lo stadio è stato anche teatro di eventi musicali indimenticabili. L’ultimo dell’anno del 1975 oltre sessantamila persone parteciparono al concerto del “re di Memphis” Elvis Prisley. In questo dome hanno suonato i Metallica, i Rolling Stones, Madonna, gli U2, Bruce Springsteen, Genesis e Pink Folyd, che fecero registrare un record di oltre 110.000 presenze.

Con la nascita del Ford Field nel 2002 il Silverdome venne prima abbandonato e infine chiuso nel 2006. Un tentativo di riapertura fallì nel 2010 e i danni causati al tetto da una tempesta di neve nel 2013 lo condannarono alla definitiva demolizione, non prima che il professionista degli x-treme sports Tyler Fernengel ne immortali la decadenza in un video del 2015, usandolo come bike park con la sua BMX

La demolizione, fissata per le 8.30 di domenica 3 dicembre 2017, era attesa da migliaia di persone.

Lo scoppio, il fumo e… il Silverdome non cede. Dopo decine di minuti di attesa di capisce che la frase di circostanza pronunciata subito dopo – “Collasserà, solo non sappiamo quando. Dobbiamo solo aspettare che la gravità faccia il suo lavoro” – non sarà profetica.

Tra l’imbarazzo generale il vice presidente della Adamo – la compagnia che aveva in carico la demolizione – Rick Cuppetilli, non sa spiegare il motivo del fallimento.

“Abbiamo avuto molte difficoltà a far uscire le persone da qui l’altra sera … non sappiamo se qualcuno abbia accidentalmente toccato qualche filo. Non lo sappiamo, stiamo ancora facendo delle ricerche.”

Il giorno seguente, dopo aver piazzato una seconda serie di cariche, il Silverdome è ufficialmente passato alla storia. Ci sono volute però il doppio delle cariche per farlo cedere, quasi 300 kg di TNT. L’ultima beffa di uno stadio che non voleva crollare.

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